Positività autentica, senza finzioni
Coltiva una positività autentica basata su riscontri quotidiani. Nota ciò che c’è di buono senza affermazioni positive, ottimismo forzato o positività tossica.
Coltiva una mentalità radicata nella gratitudine, non nella positività tossica.
Non hai bisogno di affermazioni positive. Hai bisogno di prove che ci siano cose che vanno bene.
- Un approccio concreto al benessere mentale
- Nota ciò che c’è già di buono, con parole tue
- Cambia prospettiva con riscontri concreti, non con parole vuote
Domande frequenti
Tenere un diario della gratitudine è solo positività tossica?
Non se ti attieni a dettagli concreti. La positività tossica ti chiede di concludere che la giornata è andata bene. Tre righe specifiche ti chiedono soltanto che cosa riesci ancora a visualizzare: il tè caldo, un messaggio che ti ha toccato, dieci minuti di tranquillità. Nulla in questa pratica suggerisce che una brutta giornata fosse in realtà una bella giornata. Stai aggiungendo una voce al resoconto, non lo stai riscrivendo.
Quali prove concrete dimostrano che tenere un diario della gratitudine funziona?
Lo studio più noto è un esperimento del 2003 condotto da Emmons e McCullough, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology: le persone che una volta alla settimana elencavano le cose per cui provavano gratitudine riferivano maggiore ottimismo e una maggiore soddisfazione per la propria vita rispetto a chi elencava invece le proprie seccature. Vale la pena essere precisi: non è una medicina e non sostituisce le cure vere e proprie quando ne hai bisogno.
Perché sembra che non succeda mai niente di bello, anche in una settimana discreta?
Perché le cose belle continuano a succedere, ma non vengono mai registrate. Il bias di negatività è la tendenza documentata per cui gli eventi spiacevoli hanno un impatto maggiore e restano impressi più a lungo rispetto a eventi piacevoli di pari entità: così, alla fine di una settimana andata bene, conservi un ricordo preciso di due seccature. Un resoconto scritto fa da contrappeso: prove, anziché affermazioni positive.