Spezza il circolo dei pensieri eccessivi con la gratitudine
Interrompi la spirale dei pensieri con una semplice pratica di gratitudine che ti aiuta a riconoscere i piccoli successi, ritrovare la calma e fare chiarezza nella mente.
Allena la mente a concentrarsi sui piccoli successi invece di lasciarsi trascinare in una spirale di stress.
La tua mente è intrappolata in pensieri ricorrenti: è il momento di liberartene.
- Interrompi gli schemi di pensiero negativi
- Ritrova la calma concentrandoti su ciò che funziona
- Dai alla tua attenzione qualcos’altro su cui posarsi
Domande frequenti
Tenere un diario della gratitudine può aiutarmi a smettere di rimuginare di notte?
Non farà sparire i pensieri ricorrenti. Quello che fa è offrire qualcosa di concreto a cui aggrapparsi negli ultimi minuti della giornata. Uno studio del 1993 di Fredrickson e Kahneman ha rilevato che la durata influiva appena sul modo in cui un episodio veniva ricordato: a fare la differenza erano invece pochi momenti, e i momenti finali di un’esperienza hanno un peso sproporzionato nel modo in cui viene ricordata. Ciò a cui rivolgi l’attenzione per ultimo non è neutro.
Dare un nome a ciò che provo aiuta o lo rende più intenso?
Dare un nome alle emozioni sembra più utile che rimuginarci sopra. In uno studio del 2001 di Barrett e colleghi, pubblicato su Cognition and Emotion, 53 persone hanno tenuto un diario per 14 giorni; quelle che descrivevano i propri stati d’animo con termini distinti riferivano di regolare più spesso le emozioni negative, e la differenza era maggiore quando le emozioni erano più intense. Quello studio ha misurato un’associazione, non un rapporto di causa-effetto. Uno studio del 2007 condotto da Lieberman e colleghi con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) ha rilevato che dare un nome a un’emozione riduceva la risposta dell’amigdala alle immagini negative.
Annotare il mio umore mi porterà a osservarmi più attentamente?
Può succedere. Una volta al giorno è sufficiente perché emergano degli schemi ricorrenti nell’arco di un mese. Annotare l’umore ogni ora trasforma la registrazione in un controllo continuo, che porta alcune persone a osservare il proprio umore più attentamente anziché meno. Se fare il punto su come ti senti comincia a sembrarti una forma di sorveglianza, annotalo meno spesso. E se la spirale dei pensieri persiste o peggiora, è qualcosa di cui parlare con un professionista, non da affidare a un quaderno.